La libreria di Arte sul Serio si arricchisce
Massimo Barbieri è nato il 10 giugno 1953 a Milano, nella via Mac Mahon di Giovanni Testori.

L’arte è sempre stata la sua passione che ha coltivato, quando poteva ancora camminare, nei musei, nelle chiese, soprattutto in Lombardia e nel suo ruolo di bibliotecario comunale.
Poi dalla poltrona della sua stanza tra centinaia di libri, appunti, e viaggi virtuali nel pc con alcune mete preferite: Guercino, Leonardo e l’arte lombarda.
Il suo desiderio era quello di condividere i suoi libri con altri appassionati, soprattutto giovani, lettori, studiosi o semplicemente curiosi”

La sua collezione è arrivata a noi attraverso i suoi familiari che ne raccomandano la memoria.”
È grazie all’amore per l’arte e per la cultura in genere di Massimo che Arte sul Serio può oggi usufruire dei numerosi testi sui quali lui ha passato tempo della sua vita. Ci sono stati donati dai suoi familiari La Dottoressa Silvia Borromeo ci ha contattati proponendoci questo dono. Un dono prezioso fonte di studio , consultazione e crescita culturale per i nostri associati.
Oggi, apparentemente, sembra più semplice e veloce acculturarsi attraverso strumenti tecnologici, ma questo può rivelarsi una trappola se non utilizzati con cognizione, pazienza, e predisposizione alla ricerca ed al confronto. Una informazione superficiale e spesso incompleta è il risultato della velocità con la quale si può accedere, attraverso internet, ad argomenti e nello stesso tempo non andare oltre ciò che ci viene presentato.
Massimo è un insegnamento su come la cultura è essenzialmente studio, ricerca, fatica e soprattutto passione. I numerosi testi che spaziano dalle monografie di artisti conosciuti e meno conosciuti, testi di storia dell’arte , di filosofia di letteratura e tanto altro, testi che trasmettono, sfogliandoli, quanto fossero a lui cari, ora sono a disposizione nostra per continuare a farne un uso prezioso e costruttivo.
Spesso mi capita di trovare testi importanti nei bidoni della raccolta carta. Li raccolgo e li conservo perché un libro per me è la storia di un mondo che lo ha generato, è il frutto dell’esperienza di chi lo ha realizzato, la passione di chi la conservato, letto . studiato. È un archivio che va custodito. Il libro in genere, e intendo non testi generati come prodotti industriali , senza un grande valore umano storico, culturale, non subisce la volatilità delle informazioni che girano sul Web spesso generate con secondi fini. Con un libro si instaura quasi un rapporto umano, lo si tiene tra le mani, lo si sfoglia , sulle sua pagine si appuntano note, note che hanno la propria calligrafia, la propria personalità e lui le conserva per sempre.
È lodevole che, anziché disfarsene, Silvia abbia scelto di donarli a chi poteva farne uso e li conservasse. Era un desiderio di Massimo, e noi dobbiamo essere grati alla sua passione