“ Impronte Naturali ” altro evento che vede Arte sul Serio in prima Fila
Appena superato “Albino in Arte “, Arte sul Serio si ripresenta con un nuovo importante evento: “Impronte naturali”
È un evento inserito nel percorso “Le valli del legno “ ideato e promosso da Promoserio e nello specifico nato sul tavolo di Serio Art di Promoserio appunto., un progetto che coinvolge molti comuni della valle Seriana e val di Scalve
Arte sul serio, in stretta collaborazione con la Fondazione Lester, ha accettato con entusiasmo questo nuovo impegno in Albino perché convinta che “Arte” non è solo generare opere attraverso le diverse forme espressive, ma arte è principalmente cultura, modo di vivere, ed il contesto del legno si presta molto a questa visione.
Il legno nelle sue diverse forme è un elemento che ha accompagnato l’uomo fin dai primi tempi della sua apparizione, l’ha seguito docile e sempre si è prestato alle sue esigenze.
“Impronte naturali”, ha visto la presenza di quattro scultori che hanno realizzato altrettante panchine a tema “le quattro stagioni”.
Queste opere rimarranno poi nel parcò Servalli ad utilizzo ed ammirazione di chi frequenterà il parco.
Ma il legno non è solo trochi da scolpire , o tavole da assemblare, il legno è un mondo che attraversa, con le sue molteplici forme, aspetti pratici, emotivi, sentimentali e spirituali della vita dell’uomo .
Forse oggi si è persa questa interazione reciproca, si sono perse le conoscenze e le regole di una preziosa condivisione, si sono perse le diverse sensazioni che traspirano da questo nostro importante compagno di vita. I boschi spesso non sono più accessibili, regole di “rispetto” li hanno trasformati in luoghi invalicabili, diventati misteriosi e non sicuri ai nostri occhi
Eppure da bambino e poi via via crescendo, il bosco era per me un habitat naturale, arrampicarsi sugli alberi, saltare da un ramo all’altro, scoprire nascondigli o perlustrare grotte che nella mia fantasia, seppur piccole, erano enormi , affascinanti e luoghi di battaglie con mostri fatiscenti, era una gioia inappagabile!
Discutevo con gli alberi, con essi organizzavo avventure là dove la loro presenza stuzzicava la mia fantasia
Ho avuto ultimamente la fortuna di incontrare una copia di insegnati in pensione .Essi mi hanno mostrato ciò che hanno conservato della loro storia con i bimbi. i loro alunni, portati a contatto con elementi naturali quali il fango, il bosco, le miniere e quanto altro potesse renderli coscienti che la realtà tangibile è un elemento importante per la vita di un bimbo e poi di un adulto. Ora quei bimbi sono cresciuti e spesso riassorbiti dal quotidiano
Altra esperienza vissuta da poco è stata la scoperta di quante erbe commestibili esistono nei nostri boschi, commestibili e medicinali.Ma sono convinto che è molto più difficile continuare a correre e se trovassimo il tempo di fermarci un attimo ci risulterebbe evidente quanto stiamo perdendo!
E’ arrivato il consumismo e la corsa all’avere e tutto questo è sparito.
Impronte naturali ha voluto per un attimo ripresentare, riscoprire questo mondo e non solo attraverso la scultura, o la pittura , ma attraverso percorsi che vanno dalla meditazione, alla conoscenza delle erbe, al gioco con pezzi di legno trovati per terra e così via.
Si sono scoperte alcune caratteristiche degli alberi dei nostri boschi, quali e quante attività e strumenti, loro e i loro derivato, ci davano la possibilità di realizzare.
Abbiamo sentito raccontare la storia del Parco Servalli
I bimbi e meno bimbi hanno potuto fare percorsi a stretto contatto con elementi legati al legno
Diverse mini conferenze hanno illustrato le diverse potenzialità di questo ambiente
Il tutto intervallato anche da momenti musicali perfettamente inseriti nel contesto dell’obiettivo del l’evento.
Un palco nei giorni 19 e 20 luglio dove in un contesto piacevole, rispettoso, quasi vellutato contatto con un mondo che stiamo perdendo, si è potuto scoprire quanto sia interessante, amico e costruttivo riabbracciare e ricercare quelle conoscenze che erano nei tempi nate da una profondo e giornaliero colloquio con la natura che ancora oggi ci circonda.
Non posso non ricordarmi di Remo, che tutti abbiamo conosciuto, spesso lo incontravo ed in tasca aveva un piccolo pezzo di legno o un nocciolo di pesca , lavorato da lui estraendone la sua anima, lo coccolava e gli parlava , era lucido per quanto lo accarezzava .
Lui ne comprendeva il valore, in quel pezzo esisteva una storia , un messaggio da recepire.
Impronte naturali pur nella sua modesta e umile manifestazione ha lanciato un invito a recuperare la convivenza con esso, farne tesoro e tornare ad essere consapevoli che noi umani siamo nulla se non interagiamo con esso.
Anche la tecnologia ci può stare in questa interazione purché sia essa al servizio nostro e non noi al suo servizio.
Federico Bianchi