
“Il mio Moroni”, è una scultura alta 13 cm realizzata dall’Artista albinese Remo Ponti a omaggio di Giovan Battista Moroni, pittore rinascimentale di altrettante origini albinesi.
Il 16 settembre 2023, alla presenza del sindaco Fabio Terzi e delle istituzioni, in occasione della manifestazione “Sui Passi del Moroni”, grazie ad una raccolta fondi portata avanti dalla nostra associazione, viene innaugurata una riproduzione dell’opera, alta 2,5 metri, in granito nero assoluto, installata all’imboccatura di via Mazzini, ad apertura del Centro Storico di Albino. Su ogni faccia della statua sono rappresentati simboli moroniani: le forbici, il pennello, la sagoma del conte Spini, e un’interpretazione stilizzata del Moroni.
La statua vuole essere il simbolo della centralità dell’Arte come valore per la comunità di Albino, ieri come oggi.
La camminata con Remo
L’inaugurazione della copia dell’opera “Mio Moroni” è avvenuta il 16 settembre 2023, come tappa finale di una camminata dedicata alla figura di Remo e all’importanza dell’Arte nella comunità albinese.
Il percorso è iniziato in mattinata a Piazzo, presso il muro di Remo Ponti, un’opera costituita da 1060 pietre scolpite a mano dall’artista in 10 anni, pietre che diventano vive, cariche di storia , di racconti, di significati: il frutto del dialogo interiore che Remo instaura ogni giorno con la propria umanità.
A seguire si è fatto tappa alla scuola primaria di Albino “F.lli Bulandi” , dove i piccoli studenti, in un momento toccante, hanno regalato a Remo i loro abbracci, poesia e canti, sotto lo sguardo commosso del pubblico.
Una dimostrazione dell’affetto che i bambini hanno provato verso l’artista, incontrato e apprezzato attraverso un percorso dedicato all’arte condotto dalle loro insegnanti. I loro lavori sono stati inoltre lo specchio del forte interesse dei più piccoli al mondo dell’arte; e sottolineano l’importanza di coltivare la creatività già da questa giovane età, dove si è già in grado di cogliere in maniera spontanea i messaggi che provengono dall’opera artistica nelle sue diverse forme espressive.
Hanno chiuso questa tappa gli interventi dell’amministrazione pubblica, di Simona Brena, consigliere di Arte sul Serio e dello storico dell’arte albinese Giampiero Tiraboschi. Quest’ultimo ha portato l’attenzione sull’importanza del monumento pubblico come rappresentazione dei valori di una società e della difficoltà di erigere l’Arte tra le priorità dell’agenda comune.
L’inaugurazione della Statua
Al termine della camminata, alla presenza di Remo Ponti, del sindaco Fabio Terzi e dell’assessore alla cultura Patrizia Azzola, si è giunti al sito dell’inaugurazione, dove, Federico Bianchi, presidente di Arte sul Serio, ha ricordato le origini dell’opera:
“Remo Ponti mi mostrò la sua opera e mi disse : ecco , questo è il mio Moroni !
Una scultura alta 13 cm che rappresenta in sè un forte e significativo collegamento tra diversi periodi artistici attraverso i quali l’arte, o meglio le forme espressive dell’uomo, hanno avuto modifiche sostanziali coerenti con i propri tempi.
Remo, su quest’opera, traccia dei segni importanti che non rinnegano il passato , ma ne fanno tesoro ed allo stesso tempo ne traccia uno suo , personale interpretazione dello spirito moroniano.
Va oltre l’immagine alla ricerca dell’essenziale.”
L’opera riprodotta in copia alta 2,5 metri, poi inaugurata ufficialmente con le cerimonie di rito, sottolinea l’elevazione della profonda interiorità umana, propria di Remo, verso forze oltre noi, esistenti o non esistenti e, nello stesso tempo. un concreto ritorno alla base, espresso dal cuneo capovolto alla sommità della stele.
Nel cuneo, che stilizzato rappresenta un viso, è sottolineata la forza dell’uomo che non dimentica di essere tale e quindi appartenente alla terra.
Un opera che vuole essere un simbolo, un punto di convergenza di storia, tradizione e presente per poi indicare il futuro, costruirlo senza rinnegare ciò che i cittadini di Albino hanno, nei diversi periodi, alla storia artistica e no.
Un’opera che vuole essere uno stimolo per gli artisti Albinesi a non sostare nel proprio io , ma ad aprirsi e coordinarsi per costruire il bello ed il positivo.
VEDI IL SERVIZIO TV
Vedi tutte le foto dell’inaugurazione a cura dei fotografi Fabrizio Carrara e Mauro Monachino